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A cosa si riferiscono le indicazioninote in calce
   
 

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                                                                                                                                  Diario dei visitatori

                                                                                                                                     LETTERATURA

                                                                                                                               ultimo update: 26.08.2011

                                     >>> Aggiornamenti nuovi su: www.mozarttempi.net <<<


                         Autore: Helmut Breidenstein, Germania; direttore d'orchestra e musicologo.

                                                   (Versione italiana dei testi: Dott. Ino Turturo)

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       Come sono da intendere le INDICAZIONI DI TEMPO DI MOZART? Una questione vecchia di duecento anni.

Questa domanda, a cui già tanti autori hanno cercato di rispondere in molti modi discordanti, necessita a mio avviso di un nuovo approccio pratico e non dogmatico. Come molti altri musicisti, in molti casi trovavo i suggerimenti sui tempi, contenuti nella letteratura sulla prassi esecutiva, non conciliabili con la mia esperienza e le mie necessità di interprete. Nel mio lavoro di una vita come direttore di opere e di concerti in Germania ho capito infine che l'unico metodo per superare le speculazioni sulla definizione dei tempi attraverso il battito del polso o il passo, o il confronto di manuali più o meno affidabili dell'epoca di Mozart, è chiedere a Mozart stesso.

Benché nelle sue lettere egli tratti il tema 'tempo' solo occasionalmente, e non sempre con chiarezza, nelle partiture è sua grande preoccupazione fornire indicazioni di tempo più precise possibili. In un accurato confronto di tutti i 1.435 brani e parti di brani che riportano sue indicazioni di tempo autografe è possibile trovare, quasi in ogni caso, un altro brano con caratteristiche analoghe riguardo al tipo di battuta, al termine che denomina il tempo, e al valore delle note più piccole. Brani contrassegnati più lenti o più veloci possono servire da modello per il confronto.

In questo modo provo a chiarire l'ordinamento e le caratteristiche dei tempi di Mozart, i suoi modelli riguardanti il movimento o 'moduli di tempo', e di mostrare la logica nel suo sistema di tempi. Una volta compiuto questo, può restare affidato ad ogni interprete, all'interno del sistema altamente complesso di Mozart, di trovare il tempo che gli appare giusto per quel determinato giorno, pezzo e luogo, per il suo gruppo e il suo pubblico.

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                                       Le mie  PUBBLICAZIONI  sul tema dei  TEMPI DI MOZART


                "MOZARTS TEMPO-SYSTEM.
     Ein Handbuch für die professionelle Praxis"

edizioni
Hans Schneider / Tutzing, dicembre 2011
380 pagine DIN A4, 392 esempi musicali. ISBN: 978-3-86296-028-6; 85,- P

420 liste di tutti i brani con indicazioni di tempo autografe, ordinati secondo tipo di battuta, valore delle note più piccole e termine indicante il tempo con 392 esempi musicali caratterizzanti, permettono anche agli interpreti senza conoscenza del tedesco di comparare i brani tra di loro e con brani più lenti o più veloci. Un'appendice esaustiva riporta tutte le fonti testuali storiche.

Per un riassunto e per la prefazione di Alfred Brendel 
Vedi la pagina tedesca o inglese



Come anticipazione sulla mio libro "Mozarts Tempo-System" ho pubblicato i seguenti articoli e saggi:

1. "A cosa si riferiscono le inidicazioni di tempo in Mozart?"

RIASSUNTO: Tre quarti di tutte le indicazioni di tempo in Mozart non si riferiscono all'"unità di tempo" della battuta. Testi teorici del XVIII secolo e esempi pregnanti mostrano che per Mozart si trattava di più che della scansione fisica del tempo: tipo di battuta, valore delle note più piccole e termine indicante il tempo formavano insieme un complesso sistema di più di trecento moduli, per determinare struttura dell'accentazione, velocitá, carattere, articolazione, agogica e fraseggio, cioè del "mouvement" nel senso più ampio. (Si prega di cliccare con il mouse sul titolo.)

2. "Das Tempo in Mozarts und Haydns Chorwerken" ("Il tempo nelle opere corali di Mozart e Haydn")   

RIASSUNTO: Parte I: "Tempo musicale". Esso non può venir percepito indipendentemente da ciò che in esso accade. Il "mouvement" del Settecento comprende pertanto il movimento della melodia e dell'armonia sia nello spazio (grave-acuto) che nel tempo (veloce-lento), nell'intensità (forte-piano) e nel carattere dell'articolazione (leggero-pesante). Le indicazioni di tempo di tipo puramente fisico del metronomo, che trascurano il contenuto dell'andamento musicale e le condizioni in cui avviene l'esecuzione, non possono quindi che mancare il senso del contenuto dei tempi della musica classica. ---                            La Parte II: "Veloce il doppio o la metà?" mostra, in base a esempi conosciuti dalla musica sacra di Mozart e da oratori di Haydn, con quali mezzi i due compositori stabilissero il "mouvement". L'antica regola che ¢ significhi "veloce il doppio" vale ancora, dopo il 1770, solo per le fughe corali nello stile antico. Il "lento il doppio" della scuola di Talsma, la cosiddetta "teoria metrica", viene confutata da Mersenne 1636, D'Onzembray 1732, Choquel 1762, Gabory 1770, Joh. Nep. Mälzel e Gottfried Weber 1817, Adolf Bernhard Marx 1835 e Carl Czerny 1839. ("Metronom").

3. "Mozarts Tempo-System. Zusammengesetzte Taktarten als Schlüssel"                                                                  ("Il sistema dei tempi di Mozart. Le battute composte come chiave di lettura")

Questo lavoro è apparso in forma approfondita in "Mozart-Studien" 13 [a cura di Manfred Hermann Schmid], edizioni Hans Schneider / Tutzing, 2004, pp. 11-85.

RIASSUNTO: Le indicazioni di tempo del tardo Settecento non si riferiscono solo alla velocità in senso fisico. Il complesso, logico, finemente graduato sistema di tempi, che non solo Mozart ma anche Jos. Haydn adoperò, determina, attraverso i "tempi naturali dei vari tipi di battuta", combinati con la loro modifica secondo il valore delle note rilevanti più piccole della battuta e il termine indicante il tempo, anche la struttura dell'accentazione, il carattere, l'articolazione, l'agogica e il fraseggio, cioè il "mouvement" nel senso più ampio. Per questo le indicazioni metronomiche dei posteri per Mozart sono sempre sbagliate. La conoscenza di alcuni significativi tipi di battute è andata persa nel XVIII secolo: le battute composte 6/8 (3/8+3/8), 2/4 (=4/8: 2/8+2/8) e la "pesante" 3/4 (2/8+2/8+2/8) vengono esaminate qui per la prima volta in maniera sistematica. Ampie citazioni da Kirnberger, Marpurg, Heinr. Christoph Koch, J.A.P. Schulz, Türk e G. Weber documentano come l'utilizzazione della tabella del vecchio Quantz per Mozart sia un malinteso, così come la tesi che l'"integer valor" abbia ancora validità così tardi. Attraverso una comparazione esaustiva di tutte le 1.435 indicazioni di tempo autografe di Mozart è possibile esporre il suo sistema.

4. "Mozarts Tempo-System II. Die geraden Taktarten", Teil 1 + 2                                                                            ("Il sistema di tempi di Mozart – II. Le battute binarie", parte 1 + 2)

La prima parte di questo lavoro in forma approfondita è apparsa in luglio 2007 in "Mozart-Studien" 16, p. 255-299; la seconda parte nella primavera di 2008 nel vol. 17 (a cura di Manfred Hermann Schmid), edizioni Hans Schneider / Tutzing, p. 77-159.

RIASSUNTO: Di seguito al mio saggio nel Volume 13 dei Mozart-Studien, che descriveva le battute 6/8 composte di Mozart, questo saggio propone, partendo dalla denominazione di tempo Allegro, un nuovo modo di considerare le battute binarie 4/4, ¢, 2/2, 2/4, 6/8 e le virtuali ‚4/8‘. Base dello studio è una comparazione di 418 brani musicali, classificati in 105 gruppi conformemente al tipo di battuta, al valore delle note e al termine indicante il tempo.

Mozart adopera 14 tipi di Allegro, differenti per tipo di battuta e per classe di note adoperate. Finora non si era fatta alcuna differenza tra la battuta classica 4/4, oscillante in due metà, e la più lenta 'grande' battuta 4/4 del periodo barocco, che con i suoi quattro fulcri metrici sta alla base di tanti pezzi nella musica da chiesa di Mozart (ad esempio, della Fuga del 'Kyrie' nel Requiem). La 'grande' battuta 4/4 determina un Allegro completamente diverso da quello dei Concerti o persino dell'aria priva di sedicesimi rilevanti "Madamina" di Leporello, che così spesso viene fraintesa come 2/2.

Un ruolo a sé gioca la generale battuta 4/4 dei recitativi accompagnati di Mozart. Essa non prescrive alcuna struttura metrica e consente entro di sé cambi di battuta virtuali al 2/2 e al 4/8, così come venivano segnalati esplicitamente nel Récitatif francese.

Numerose citazioni documentano il caos, esistente da 350 anni, riguardo alla battuta 'alla breve', il cui uso velleitario o trascurato da parte di compositori, copisti e stampatori già fu lamentato da Kircher, Loulié, Janowka, Samber, Marpurg, Hiller, Koch e Kürzinger. La dottrina sostenuta fino all'Ottocento, secondo cui questa battuta sia veloce il doppio di quella di 4/4, è corretta solo per le fughe vocali in stile antico fino a circa il 1770. Come tutti i tipi di battuta della musica classica, anche il 2/2 viene determinato fortemente dal valore delle note rilevanti più piccole. I suoi tempi – dal Larghetto in trentaduesimi, passando per quattro tipi chiaramente diversi di Andante, fino al Presto – sono sì più mossi di quelli delle battute 4/4 con la stessa indicazione di tempo, tuttavia certo non 'veloci il doppio'.

Oltre la metà dei 221 pezzi di Mozart in tempo 2/4 contrassegnati in maniera autografa sono propriamente in tempo 4/8, composto da due leggere battute di 2/8. Come per le battute di 6/8 composte (3/8+3/8), anche qui i termini indicanti il tempo non si riferiscono né alla mezza battuta né all'ottavo. Con i loro due accenti – diseguali – le battute 4/8 sono più lunghe delle 2/4, che hanno un solo accento. A causa del carattere leggero dei tipi di battuta 'piccoli', esse sono tuttavia più brevi – cioè più veloci – delle battute 4/4, a parità di indicazione di tempo, ciò che esecuzioni tradizionali spesso hanno trascurato.

Molti tempi problematici conosciuti dei finali delle opere (p. es. in Don Giovanni) trovano la loro spiegazione e soluzione nel fenomeno, non più trattato dopo Riepel, Marpurg, Koch e Sechter, del cambio di battuta virtuale.

5. "Mälzels Mord an Mozart. Die untauglichen Versuche, musikalische Zeit zu messen"                                     ("Mälzel uccide Mozart. I tentativi inidonei di misurare il tempo musicale")

Questo articolo è apparso nella rivista "Das Orchester", annata 55, N. 11, p. 8-15 novembre 2007, ed. Schott / Mainz.

RIASSUNTO: Il titolo a sensazione vuole intendere che l'invenzione del metronomo di Mälzel ha gravemente danneggiato la nostra comprensione della scuola classica viennese: il sempre uguale tac-tac del metronomo ha rimosso l'oscillare organico della metrica di questa musica dalla nostra coscienza. Per Haydn e Mozart la velocità veniva definita dal tipo di battuta, dal valore delle note più piccole e dall'indicazione verbale di tempo, essi non pensavano questo fattore in maniera isolata, come facciamo noi. Lo stesso Beethoven, nonostante il suo entusiasmo per l'invenzione, ha indicato il tempo metronomico soltanto nel 6% delle sue opere. I tentativi fatti con il pendolo da Mersenne a Mälzel - descritti qui - erano basati su un equivoco: per principio, il tempo 'vissuto' della musica non si lascia collegare al tempo  indifferentemente lineare della fisica. Solo una 'buona capacità di giudizio' sulla base di un intenso studio comparativo delle opere di un compositore trova il giusto 'movimento' di una musica.

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                                                      ESEMPI  MUSICALI  e  DIAGRAMMI

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>> Il vostro parere sulle mie teorie, i vostri suggerimenti, obiezioni, commenti nel diario dei visitatori sono altamente benvenuti. Le nuove risposte che provo a dare alle domande vecchie di duecento anni potrebbero molto approfittare di una discussione allargata.

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